Le Parrocchie e le Chiese di Filago

Parrocchia di Santa Maria Assunta e San Rocco in Filago

Secondo quanto riportato in occasione della visita apostolica dell'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, avvenuta il 29 settembre 1575, la chiesa dedicata a Santa Maria, dipendente dalla pieve di Terno d'Isola, risultava essere la parrocchiale di Filago, sebbene il titolo beneficiale fosse quello di San Rocco (Beneficiorum ecclesiasticorum 1577).foto_chiesa_filago_1 La parrocchia di Filago risultava priva di reddito e di beni, al di fuori di 13 pertiche di terra, a motivo di ciò il metropolita ne decretò la soppresione e l'unione alla parrocchia di Madone. La comunità, che all'epoca contava 90 anime, era mancante del curato da circa nove anni, ed era affidata al parroco di Madone. Entro la circoscrizione parrocchiale erano comprese le chiese di San Rocco e di Sant'Alessandro di Rho (Visita Borromeo 1575).

Filago fu eretta successivamente in parrocchia il 26 aprile 1611, per decreto del vescovo Gian Battista Milani, che la concedeva in iuspatronato alla comunità (decreto 26 aprile 1611). In occasione della visita pastorale del vescovo Gregorio Barbarigo, avvenuta nel 1659, la parrocchia di Filago, compresa entro la circoscrizione vicariale di Terno, risultava godere di un reddito pari a 25 scudi, amministrati attraverso il giuspatronato della vicinia. La comunità contava 150 anime di cui 96 comunicate, ed era officiata dal solo parroco, la cui mercede ammontava a 45 scudi. Nella parrocchiale risultavano erette le scuole di Santa Maria, di San Rocco e della Dottrina cristiana (Montanari 1997).

Nel Sommario delle chiese della diocesi di Bergamo, redatto nel 1666 dal cancelliere Marenzi, la parrocchia sotto l'invocazione di "Santa Maria della Cor(t)ella", dipendente dalla "pieve di Terno", era amministrata attraverso il giuspatronato del comune. Vi era eretta la scuola del Rosario. Entro la circoscrizione parrocchiale risultavano compresi l'oratorio di San Rocco e l'oratorio di Sant'Alessandro, quest'ultimo di ragione dei monaci di Pontida. La comunità di Filago contava a quest'epoca 180 anime, di cui 124 comunicate, ed era retta dal solo parroco (Marenzi 1666-1667).

Secondo quanto si desume dalla serie dei registri sullo Stato del clero della diocesi contenenti le relazioni dei vicari foranei a partire dall'anno 1734, la parrocchia di Filago risultava compresa nella vicaria di Chignolo, sorta per dismembramento della pieve di Terno (Stati del clero 1734-1822).

In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin avvenuta nella seconda metà del XVIII secolo, si specificava che le due chiese, una sotto il titolo della Beata Vergine detta "La Madonna della Cortella", l'altra sotto il nome di San Rocco, erano entrambe parrocchiali: la prima era utilizzata per le funzioni pubbliche, e vi risultava eretta la scuola del Rosario, presso l'altare maggiore; la seconda aveva aggregata la scuola del Santissimo Sacramento. Entro la circoscrizione parrocchiale era compreso l'oratorio di Sant'Alessandro (presso la frazione di Rodi) governato dai monaci di Pontida. La comunità di Filago contava a quell'epoca 353 anime di cui 245 comunicate, ed era retta da un parroco di giuspatronato del comune e da un altro sacerdote (Visita Dolfin 1778-1781). Nel 1861, la parrocchia intitolata ai Santi Maria efoto_chiesa_filago_2 Rocco di Filago risultava annessa alla vicaria VIII di Chignolo d'Isola. Entro la circoscrizione parrocchiale risultava compreso l'oratorio dipendente di San Rocco, antica sede parrocchiale. A quest'epoca la comunità di Filago contava 900 anime ed era retta da un parroco e da un coadiutore (GDBg).

Il 28 aprile 1867 il vescovo Pier Luigi Speranza consacrava la nuova chiesa dedicandola a Santa Maria Assunta e San Rocco (Pagnoni 1992). La comunità di Filago rimase compresa nella vicaria di Chignolo d'Isola fino alle successive modifiche dell'assetto territoriale della diocesi.

Dal 1971, in seguito alla riorganizzazione territoriale diocesana in zone pastorali, fu aggregata alla zona pastorale VIII, composta dalle parrocchie delle vicarie di Terno e Chignolo (decreto 28 giugno 1971). Con l'erezione dei vicariati locali nella diocesi, è entrata a far parte del vicariato locale di Capriate-Chignolo-Terno (decreto 27 maggio 1979).

Varianti denominative: parrocchia di Santa Maria della Cortella sec. XVII - sec. XVIII parrocchia di Santa Maria e San Rocco sec. XIX - [1989].

Relazioni: vicaria foranea di Terno 1611 - [1667] vicaria di Chignolo [1734] - 1979 zona pastorale VIII 1971 - 1979 vicariato di Capriate-Chignolo-Terno 1979 - [1989] Unita a: Madone 1575-1611.

Documentazione tratta dal sito www.lombardiabeniculturali.it

 

 

 

 

Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo in Marne

Secondo quanto riportato dal Lupi, la prima menzione della chiesa di San Bartolomeo in Marne risale a un documento del 1186, dove essa, per privilegio di Urbano III, appariva soggetta all'abbazia di foto_chiesa_marne_1Pontida (Codex Diplomaticus). La prima nomina di un parroco reperita risale al 1595 (Fascicoli parrocchiali, Marne). Nella propria Descrizione di Bergamo, il Da Lezze registrava in Marne la presenza dell'antica chiesa di San Bartolomeo, descritta come "senza entrata, restaurata dalli cittadini habitanti" (Da Lezze 1596).

In occasione della visita pastorale del vescovo Gregorio Barbarigo, avvenuta nel 1659, la parrocchia di Marne, compresa nella vicaria dia Terno, risultava godere di un reddito pari a 70 lire, amministrato attraverso il giuspatronato della vicinia. La comunità contava 128 anime di cui 64 comunicate, ed era officiata dal solo parroco, la cui mercede ammontava a 343 lire. Nella parrocchiale risultava eretta la scuola della Dottrina cristiana (Montanari 1997). Nel Sommario delle chiese della diocesi di Bergamo, redatto nel 1666 dal cancelliere Marenzi, la parrocchia sotto l'invocazione di "San Bartolomeo apostolo", dipendente dalla "pieve di Terno", era censita come "mercenaria di ragione del comune". Vi era eretta la scuola del Rosario. Entro la circoscrizione parrocchiale risultava compreso un oratorio dedicato a San Fermo. La comunità di Marne contava a quest'epoca 103 anime di cui 63 comunicate, ed era retta dal solo parroco (Marenzi 1666-1667).

Secondo quanto si desume dalla serie dei registri sullo Stato del clero della diocesi contenenti le relazioni dei vicari foranei a partire dall'anno 1734, la parrocchia di Marne risultava foto_chiesa_marne_2compresa nella vicaria di Chignolo (Stati del clero 1734-1822). In occasione della visita pastorale del vescovo Dolfin avvenuta l'anno 1781, nella parrocchiale intitolata a San Bartolomeo figurava la scuola del Rosario, presso l'altare omonimo. Vi si registrava anche l'esercizio della Dottrina cristiana. La comunità di Marne contava a quell'epoca 170 anime di cui 100 comunicate, ed era retta dal solo parroco beneficiato (Visita Dolfin 1778-1781).

Nel 1861, la parrocchia di San Bartolomeo apostolo risultava annessa alla vicaria VIII di Chignolo d'Isola. Entro la circoscrizione parrocchiale risultava compreso l'oratorio dipendente dei Santi Fermo e Rustico. A quest'epoca la comunità di Marne contava 250 anime ed era retta da un parroco affiancato da un cappellano (GDBg).

La comunità di Marne rimase compresa nella vicaria di Chignolo d'Isola fino al 1923, quando passò alle dipendenze della vicaria di Capriate (Atti Sinodo Marelli 1923).

Dal 1971, in seguito alla riorganizzazione territoriale diocesana in zone pastorali, la parrocchia di Marne fu aggregata alla zona pastorale XVII, composta dalle parrocchie delle vicarie di Capriate, Spirano (eccetto Pagazzano), Verdello (eccetto Levate, Osio Sopra, Osio Sotto) (decreto 28 giugno 1971).

Con l'erezione dei vicariati locali nella diocesi, è entrata a far parte del vicariato locale di Capriate-Chignolo-Terno (decreto 27 maggio 1979).

Relazioni: vicaria foranea di Terno sec. XVI - [1667] vicaria di Chignolo [1734] - 1923 vicaria di Capriate 1923 - 1979 zona pastorale XVII 1971 - 1979 vicariato di Capriate-Chignolo-Terno 1979 - [1989].

Documentazione tratta dal sito www.lombardiabeniculturali.it